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Vivara Vegetazione

Attualità della vegetazione dell'isola di Vivara: "UNICUM" assoluto

Studi e ricerca a cura del Dott. Vincenzo Stabile

Comandante Regionale del Corpo Forestale dello Stato, attualmente Vice Presidente Nazionale dei GRE (Gruppi di Ricerca Ecologica) associazione ambientalista riconosciuta dal Ministero dell’ambiente e membro del Comitato Nazionale per la Fauna Selvatica.

Dott. Vincenzo Stabile

Lo sviluppo di una variante mesofila della macchia mediterranea, con la presenza della roverella (Quercus pubescens), che si sovrappone al leccio (Quercus ilex), normalmente diffuso a queste latitudini (basti pensare al bosco sacro della Sibilla cumana: una lecceta), è dovuto a un particolarissimo clima che, oltre all’azione mitigatrice del mare, risente dell’influenza della vicina Ischia, trovandosi, per i venti di sud-ovest, nell’ombra orografica dell’Epomeo.

L’elemento di maggior rilievo è costituito dalla roverella, particolarità che fu notata anche dalla Società Botanica Italiana presso l’Università di Camerino, che compilò un testo sui biotopi italiani in cui inserì Vivara per la presenza di questa variante del Quercetum ilicis con Quercus pubescens var. cuponiana, quindi proprio una nuova varietà avente la foglia più grande.

La presenza residua di grandi esemplari di roverelle è probabilmente dovuta a una loro funzione come frangivento mentre, proprio per il fatto di essere caducifolia, la popolazione arbustiva dominata da questa quercia si presenta spesso abbastanza sviluppata. Nella parte nord di Vivara, dove sussistono condizioni di maggiore freschezza, vi sono interessanti raggruppamenti di alta macchia di Erica arborea e Arbutus unedo (corbezzolo o albero bandiera, perché quando fiorisce, a novembre, vi sono sulla stessa pianta le foglie verdi, i fiori bianchi e contemporaneamente i frutti rossi). Ai margini del pianoro superiore si è formata una fitta e impenetrabile macchia di lentisco (Pistacia lentiscus), mirto (Myrtus communis, la profumatissima pianta sacra di Venere) e oleastro (Olea europaea var. oleaster).

Si notano, inoltre, soprattutto nel periodo primaverile, i cosiddetti praticelli in qualche radura tra i cespugli della macchia; essi sono costituiti da specie annuali di piccole dimensioni, acidofile, con ciclo di sviluppo molto precoce e veloce. In questo ambiente e lungo i sentieri è possibile trovare un’orchidea: Serapias lingua. Altra specie diffusa è il cisto, sia il Cistus incanus L. dai bei fiori viola, sia il Cistus salvifolius dai fiori bianchi, sia il Cistus monspeliensis nelle zone aride.

Lungo il cammino verso il pianoro sommitale e nei dintorni più pianeggianti di quest’ultimo non si può fare a meno di notare la cospicua presenza di alberi di olivo, ormai inselvatichiti, ma testimoni della messa a coltura dell’isola effettuata in passato. Tale messa a coltura aveva interessato anche un’area posta sul lato orientale del pianoro, dove era allevata la vite (var. piedirosso), come testimoniano le vasche vinarie, secondo un antico uso mediterraneo, presenti nella casa padronale.

Procedendo poi verso sud, la situazione floristica cambia completamente, con un tipo di vegetazione più xerofila fino a una vera e propria gariga in corrispondenza di Punta Mezzogiorno, con popolamenti vegetali dominati da Euphorbia dendroides. Singolare in questa zona è la fitta presenza di Lotus cytisoides, soprattutto a Punta Mezzogiorno, dove la copiosa presenza sui cespugli di fiori gialli si vede da lontano dal mare.

Questa ricchezza di specie e varietà di ambienti botanici, in uno spazio abbastanza limitato, costituisce di per sé un altro “unicum“, oltre che per l’interesse scientifico e conoscitivo che può suscitare, anche per la bellezza che sprigiona.

Un importante aspetto da considerare per quanto concerne la vegetazione di Vivara è, purtroppo, l’involuzione della vegetazione verso una fase climax più xerofila. Già Caputo, più di sessanta anni fa, riferendosi al Quercetum ilicis con presenza di roverella, parlava di un tipo di vegetazione affermatosi in un periodo più fresco e umido dell’attuale e poi conservatosi in virtù di condizioni microclimatiche relativamente favorevoli. Nel momento attuale ci troviamo di fronte a condizioni climatiche certamente più sfavorevoli a causa del progressivo riscaldamento.

Un importante sintomo dell’involuzione in atto è costituito da insetti e patogeni che negli ultimi anni attaccano le forme più evolute della compagine vegetale: le querce. In un bosco, quando si verifica un attacco di insetti e patogeni, non si tratta mai di cause primarie del malessere delle piante, ma di concause che denotano la loro debolezza. Nelle foreste, quando in primavera arrivano sciami di insetti scolitidi, che hanno il compito, nell’economia naturale, di demolire gli individui vegetali, essi si dirigono verso le piante sofferenti e malate.

Sin dal 2020 è stato notato che diversi esemplari di roverella presenti a Vivara presentavano disseccamento della chioma e imbrunimento degli strati sottocorticali del fusto. Sono state individuate, previo prelievo di campioni vegetali e identificazione da parte del Laboratorio Fitopatologico regionale, colonie fungine appartenenti a Biscogniauxia mediterranea.

Anche per questo fungo vale lo stesso principio naturale: esso può essere presente per vari anni sulla pianta senza provocare danni, ma, come è stato osservato, “in presenza di stress, si manifesta la sintomatologia tipica, con formazioni stromatiche nere sottocorticali ben visibili – cancro carbonioso”.

Anche sotto questo aspetto Vivara presenta un grande interesse: la possibilità di poter studiare l’evoluzione di un ambiente naturale e le complesse interazioni vegetali e zoologiche, cosa che altrove sarebbe assolutamente impossibile.