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Vivara Fauna Selvatica

Attività di ricerca su fauna selvatica di interesse per la Conservazione della biodiversità

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II

Studi e ricerche a cura di
Prof.ssa MARIA BUGLIONE

Staff:
Dott.ssa Eleonora Rivieccio
Dott. Alessio Usai
Dott.ssa Federica Di Lauro
Dott. Gabriele de Filippo

Prof.ssa Maria Buglione

Staff di Ricercatori UNINA

I dati fino ad oggi raccolti evidenziano una fauna ornitica eterogenea con specie nidificanti sull’isola, come l’Occhiocotto (Curruca melanocephala), Scricciolo (Troglodytes troglodytes) e il Colombaccio (Columba palumbus), e uccelli migratori, come la Sterpazzola (Curruca communis), il canapino maggiore (Hippolais icterina) e l’Assiolo (Asio otus). Lungo la costa di Punta Mezzogiorno, il Gabbiano corso (Ichthyaetus audouinii), specie particolarmente protetta e inclusa nella Direttiva Europea Uccelli, trova siti adatti alla riproduzione.
Per quanto riguarda i mammiferi, dal monitoraggio bio-acustico è emersa una interessante comunità di chirotteri, tra cui il Pipistrello nano (Pipistrellus pipistrellus) e il Ferro di cavallo minore (Rhinolophus hipposideros), che contribuiscono al controllo naturale degli insetti, favorendo l’equilibrio dell’ecosistema insulare, e fungono da indicatori sensibili della qualità ambientale

Il videotrappolaggio e gli appostamenti fissi con ottiche specializzate hanno evidenziato la presenza del coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), sebbene a basse densità, del gatto domestico (Felis catus), del ratto grigio (Rattus norvegicus) e del ratto nero (Rattus rattus).
Le prossime spedizioni sull’isola saranno dedicate a proseguire gli studi sull’avifauna migratrice, nell’ottica di un monitoraggio costante a lungo termine che offre l’opportunità di registrare eventuali modifiche nelle strategie migratorie, identificare prioritariamente gli habitat critici su cui agire, e progettare strategie di conservazione efficaci che migliorino la resilienza delle popolazioni in un’epoca di rapidi cambiamenti ambientali a livello globale.
Inoltre, le indagini saranno mirate a stimare la consistenza del gatto domestico e valutare l’impatto di questo depressore sulla fauna locale, in modo da suggerire eventuali strategie di gestione volte a tutelare la biodiversità insulare.

Le ricerche hanno rappresentato anche un’importante opportunità di coinvolgimento per gli studenti dei corsi di Laurea in Scienze Naturali e Scienze per la Natura e per l’Ambiente (UNINA), che, nell’ambito delle loro attività curricolari di tirocini e tesi di laurea, hanno contribuito all’archiviazione dei dati raccolti.
I primi dati di inanellamento sono stati presentati al XIII Convegno degli Inanellatori Italiani.